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TREEHOTEL: le case sugli alberi svedesi

luglio 2, 2018
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Per gli amanti della natura, per chi ha bisogno di relax  e per chi è alla continua ricerca di nuove avventure esiste un luogo perfetto dove prenotare le ferie. Un hotel nella Lapponia svedese composto da cinque casette sull’albero, tutte diverse tra loro, in mezzo alla foresta boreale.

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L’hotel si trova nel nord della Svezia vicino alla città di Harads e non lontano dal Circolo Polare Artico. Ogni casetta sull’albero che compone l’area è stata disegnata e arredata da diversi architetti e designers scandinavi che si sono sbizzarriti per dare vita ad un hotel imperdibile. Un posto che soddisferà da un lato la vostra voglia di avventura e dall’altro la nostalgia della vostra vecchia casa sull’albero.

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Ogni casetta è caratterizzata da forme e materiali differenti, per questo motivo ognuna di loro ha un nome specifico: Bird’s Nest, Blue Cone, Cabina, Mirror Cube e Ufo. Sono tutte sospese da terra ad un’altezza fra i quattro e i sei metri, hanno servizi igienici eco-compatibili, una zona diurna e una notturna. Inoltre è presente una sauna alimentata a legna, sempre fra gli alberi centenari della foresta svedese.

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In aggiunta alla bellezza del luogo e alla ricercatezza architettonica ci sono i valori ecologici che stanno alla base della progettualità di Kent Linduall e di Britta Jonsson-Linduall, ideatori del Tree Hotel. Sono partiti dal desiderio di salvare una foresta a rischio abbattimento e hanno riversato in questa area verde tutti i loro ideali green come l’assunzione di uno stile di vita alternativo e il fondamentale rapporto di rispetto che l’uomo deve instaurare con la natura per poterci vivere senza distruggerla.

 

Credits: www.tuttogreen.it

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EDILIZIA GREEN: la prima Città-Foresta in Cina

aprile 17, 2018
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Oggi l’architettura che sta al passo con i tempi è quella green, quell’architettura che vuole sfidare il cambiamento climatico e creare ambienti sani dove vivere. Il progetto italiano Liuzhou Forest City va proprio in questa direzione. Una città immaginata per essere interamente green, in tutti i sensi.

La città foresta è la prima del suo genere ed è stata progettata dallo Studio Stefano Boeri Architetti. Parliamo dello stesso Boeri che ha disegnato il famosissimo Bosco Verticale a Milano, un format architettonico riproposto anche in altre città nel mondo.

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La Forest City verrà costruita in Cina, a nord di Liuzhou nella provincia meridionale dello Guangxi in un’area di 175 ettari lungo le rive del fiume Liujiang. Nel 2020 verrà ultimata e il risultato sarà una vera e propria città con uffici, case, alberghi, scuole e un ospedale. La caratteristica fondante di questo futuristico centro urbano saranno le piante, poiché non ricopriranno solo le strade ma anche le pareti di tutte le strutture.

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Una città pensata per combattere l’inquinamento atmosferico che conterà 30.000 abitanti, 40.000 alberi e 1 milione di piante. Grazie a tutto questo verde nell’area urbana verranno assorbite circa 10.000 tonnellate di CO2 e 57 tonnellate di polveri sottili, inoltre verranno prodotte indicativamente 900 tonnellate di ossigeno. Sarà un insediamento urbano che dal punto di vista energetico sarà totalmente autosufficiente, grazie alla geotermia per il condizionamento interno e ai pannelli solari predisposti sui tetti. Inoltre sarà attraversato da auto elettriche e collegato alla città di Liuzhou da una linea ferroviaria veloce.

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Le piante e gli alberi protagonisti del progetto miglioreranno sensibilmente la qualità dell’aria, ridurranno la temperatura percepita, creeranno una barriera al rumore e infine incrementeranno la biodiversità dell’area. Il progetto vuole creare una città ad impatto zero, green ed ecosostenibile che rappresenti la città del futuro.

Credits https://www.stefanoboeriarchitetti.net

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HIGH LINE A MANHATTAN: il parco sopraelevato

marzo 29, 2018
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La High Line nel West Side di Manhattan è un luogo da visitare una volta nella vita e tutto da scoprire. Si tratta di una vecchia linea ferroviaria trasformata in un parco lineare sopraelevato, ora preservato e salvato dalla demolizione.

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La High Line è una perfetta rappresentazione della nostra filosofia Urbanature, un luogo dove visivamente natura e città si intrecciano offrendo viste spettacolari.

La vecchia linea ferroviaria venne costruita nel decennio del 1860 nel West Side di Manhattan, una zona poco popolosa all’epoca. Con il passare degli anni la popolazione crebbe e nacquero dei problemi di sicurezza che vennero risolti sopraelevando una porzione di quel tratto ferroviario. I binari si trovavano a 9 metri di altezza dal terreno, erano 2,33 km di linea ferroviaria sospesa sopra il paesaggio urbano di Manhattan.

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Il 1980 vide l’ultimo treno passare su quei binari e quindi la morte della High Line così com’era sempre stata. La demolizione sembrava la conclusione più ovvia per quel tratto ferroviario ormai inutilizzato e alcuni proprietari ne chiesero la distruzione. Ma l’attivista Peter Obletz aveva in mente un altro futuro per la High Line.

Grazie alla sua caparbietà riuscì, in un aula di tribunale, a cambiare le sorti di quei binari. Nel 1999 nacque l’associazione Friends of High Line, il progetto prevedeva la preservazione del luogo e il suo riutilizzo come spazio pubblico. Il 9 giugno del 2009 la prima sezione del nuovo parco venne aperta: partiva da Gansevoort Street fino ad arrivare alla W20th Street, a seguire nel 2011 apriva la seconda parte del parco, dalla 20th Street alla 30th Street.

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Infine il 2014 ha visto aprire la terza sezione di questo spettacolare parco sopraelevato donato alla cittadinanza: da Gansevoort fino alla 34th Street. Alcuni tratti di binari originali sono rimasti e i paesaggi architettonici che si attraversano sono fantastici.

La High Line è uno di quei luoghi da visitare e conoscere, un luogo donato alla città in una forma nuova ed esclusiva. Salvata dalle logiche della demolizione compulsiva e rivitalizzata dalla natura è diventata un elemento distintivo di Manhattan. Un progetto che allontana la città dal cemento per portare un po’ di verde fra gli edifici caratteristici della City.

Credits: https://www.viagginewyork.it